Tom Kenyon
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Stati Transitori di Coscienza

Messaggio Planetario degli Hathors – Attraverso Tom Kenyon

Traduzione in Italiano di Nicoletta Ricci

Definizioni

I Nodi Caotici sono gruppi di eventi caotici. Secondo gli Hathors, la Terra è entrata in un Nodo Caotico e, di conseguenza, possiamo aspettarci crescenti livelli di caos – compresi, tra gli altri, terremoti, attività vulcanica, aberrazioni dei modelli climatici, problemi ecologici, oltre a turbolenze economiche, sociali e politiche.

Stati Transitori di Coscienza è il modo in cui gli Hathors definiscono i punti di mezzo, dopo che si è verificata una perdita importante e noi ci ritroviamo temporaneamente tra una vecchia realtà che se n’è andata e una realtà nuova che non si è ancora formata del tutto.

I Marcatori Percettivi sono un termine usato dagli Hathors per descrivere il modo in cui diamo un senso al nostro mondo e navighiamo attraverso le nostre vite, utilizzando i cinque sensi.

Il Messaggio

Per loro stessa natura, i Nodi Caotici tendono a generare stati transitori di coscienza.

Gli stati transitori di coscienza emergono quando scompaiono i marcatori percettivi. E quando questo accade, entrate in una zona neutra, nella quale la vecchia realtà non esiste più, o è cambiata radicalmente, mente la realtà nuova non è ancora venuta al mondo.

A causa del fatto che siete entrati in una fase ancora più intensa del Nodo Caotico, desideriamo condividere con voi il nostro punto di vista riguardo agli stati di transizione, nella speranza che riuscirete ad utilizzare questa conoscenza a vostro beneficio.

Per comodità, divideremo gli stati di transizione in tre categorie principali: 1) stati di transizione personale, 2) stati di transizione collettiva e 3) morte fisica.

Stati di Transizione Personale

Ci occuperemo per primi degli stati di transizione personale, perché la vostra percezione personale è il punto cardine su cui opera la vostra realtà percepita.

La vostra percezione della realtà è fondamentalmente una creazione personale. Essa è influenzata dalla percezione collettiva della vostra cultura, del tempo, del luogo e delle circostanze, ma, fondamentalmente, la vostra percezione di che cosa sia o non sia reale è una creazione – la vostra.

La vostra percezione della realtà dipende dalle abitudini di percezione, se siete come la maggior parte delle persone. Siete abituati a sperimentare certe realtà nella vostra vita e queste vi dicono dove vi trovate, diciamo. Vi svegliate al mattino e guardate l’orologio e la percezione collettiva del tempo è immediatamente davanti a voi. La vostra scelta di accettare o meno questa illusione, è personale. Infatti, uno dei segni della maestria spirituale è la capacità di navigare con successo fra le illusioni culturali, comprendendone allo stesso tempo la natura.

Quando una situazione della vostra vita personale cambia in modo drastico, c’è la tendenza dei marcatori percettivi a scomparire o a riorganizzarsi.

Presentiamo uno scenario possibile. Se avete svolto lo stesso lavoro per molti anni, avete costruito la vostra vita sulle esigenze di questa posizione. Pranzate a un certo orario. Tornate a casa a un certo orario. Interagite con gli altri in modi specifici, tagliati su misura per soddisfare le esigenze del vostro mestiere.

Se quel lavoro venisse improvvisamente a mancare, inaspettatamente, quei marcatori percettivi scomparirebbero. Non ci sarebbe bisogno di alzarsi a una certa ora, mangiare a una certa ora, tornare a casa a una certa ora e la gente con cui avevate a che fare per la maggior parte delle ore di veglia, non sarebbe più a disposizione.

Questa situazione è di per sé disorientante per la maggior parte delle persone. Ribadiamo, i marcatori percettivi sono spariti.

Lo stesso fenomeno avviene quando si verifica un qualsiasi cambiamento radicale nella vostra vita personale. Se una relazione per voi importante finisce all’improvviso, i marcatori percettivi di quella relazione scompaiono e voi entrate nello stato transitorio di coscienza.

Se avete una crisi di salute e la vostra vita fisica viene influenzata in modo radicale, i marcatori percettivi scompaiono e questo può disorientare. Voi siete entrati in uno stato transitorio di coscienza.

Mentre il Nodo Caotico aumenta di intensità, sempre più persone sperimenteranno le ondate di shock per il fatto che la loro realtà crolli sotto i loro occhi. Ciò che era sicuro, nella loro vita, ora è incerto. Ciò che era terreno solido, ora non viene più visto come solido. Intendiamo sia in senso letterale che figurato. C’è un’altra ondata di stati transitori che emerge da questo Nodo Caotico. Sta già influenzando molte persone, ma i suoi effetti si diffonderanno nella coscienza come uno tsunami.

Questo particolare stato di transizione riguarda il collasso delle menzogne collettive della vostra cultura. Un numero sempre crescente di voi vedrà il trucco; percepirete i burattinai e, benché la loro identità possa rimanervi sconosciuta, vedrete con sempre maggiore realtà che gli aspetti della vostra cultura sono una manipolazione, una limitazione e, in molti casi, nient’altro che menzogne.

La bugia di cui parliamo non è quella dell’economia, delle guerre o delle religioni limitanti, bensì la menzogna della vostra identità – una falsità che vi assicura la sottomissione! Questa bugia è la convinzione e l’asserzione culturale che voi non siate niente più che un essere umano fisico e che non esistano, di fatto, altri regni dell’essere al di là della vostra esperienza terrena.

Il riconoscimento di questa bugia porta alla libertà personale, ma nelle fasi iniziali può disorientare parecchio. Questo, perché le esperienze multidimensionali sono assai diverse dalle vostre quotidiane esperienze terrene. Se vi trovate da soli fra la vostra vita terrena e quella multidimensionale, siete entrati in uno stato transitorio di coscienza.

Il nostro scopo, nel condividere queste informazioni, è di suggerire un’azione pratica da intraprendere durante gli stati transitori di coscienza.

Quando entrate personalmente in uno stato transitorio potente potreste, come molti esseri umani, rimanere bloccati e sopraffatti. Molti individui trovano profondamente spiacevole lo shock del rendersi conto che i loro marcatori percettivi sono spariti, insieme alla realtà che essi ritenevano reale.

A causa del fatto che il tempo sta accelerando – e con questo intendiamo dire che si verificano più eventi in meno tempo – rimanere in uno stato di shock o di sopraffazione è una debolezza psicologica che non vi potete permettere. Il punto essenziale che desideriamo convogliare, qui, è che, indipendentemente dalla natura dello stato transitorio, che sia di natura personale e abbia a che fare con cambiamenti nella vostra vita personale, o sia dovuto al riconoscimento della vostra manipolazione culturale – voi siete il creatore della vostra realtà.

Magari avete delle storie per spiegare come mai, improvvisamente, la vostra vita ha subito una privazione. Potreste incolpare del vostro problema altre persone, situazioni o istituzioni, ma è una responsabilità malriposta. Le vostre storie potrebbero essere vere e potrebbero esserci altre persone, situazioni o istituzioni che hanno colpa, ma quando siete entrati in uno stato transitorio di coscienza, voi siete nel vortice centrale di un potente processo creativo. Non c’è motivo né bisogno di piangere “sul latte versato”, come dice uno dei vostri proverbi. Quel che è perso è perso. Quel che è stato è stato.

Ora la domanda principale rimane: “Che cosa farete?”

Rimarrete storditi, sopraffatti, arrabbiati e tristi? O assumerete la vostra identità di creatori della vostra vita?

Per quelli di voi che scelgono di restare negli stati più bassi della coscienza, non abbiamo commenti da fare.

I nostri commenti sono per quelli di voi abbastanza coraggiosi e decisi da assumere la propria identità di creatori. Se siete tra questi, ecco che cosa suggeriamo.

Quando scompare tutto, cioè i marcatori percettivi della vostra realtà precedente, dovete capire che siete entrati in un punto vuoto.

Un punto vuoto è una transizione critica fra una realtà vecchia e una nuova. Ciò che era è finito. Invece di dispiacervi per la perdita, accettate il vuoto. Questa, per molte persone, è un’impresa difficoltosa, perché nel punto vuoto non c’è nulla che si possa fare. Dovete semplicemente essere testimoni di esso e di voi stessi, perché in questa terra di nessuno non ci sono marcatori percettivi.

Fate attenzione a quali nuovi marcatori posizionate, perché queste idee e convinzioni saranno le stelle nel nuovo cielo della vostra mente e voi navigherete in questi nuovi tempi seguendo le stelle (pensieri e convinzioni) che avete posto nei cieli della vostra coscienza. Perciò, siate saggi quando andate in giro a creare nuove stelle, cari colleghi naviganti del Mistero.

Stati Transitori Collettivi di Coscienza

Il collettivo umano, dal nostro punto di vista, è attualmente come un immenso serpente cosmico che sta perdendo la pelle, che si rigira e si contorce, grattando via i vecchi impedimenti. Alcuni di questi assumono la forma di turbolenza economica. Alcuni sono di natura politica. Alcuni sono il collasso e la trasformazione delle istituzioni culturali. E alcuni di questi contorcimenti e rigiri sono correlati all’attività vulcanica e dei terremoti, oltre che alle aberrazioni degli schemi meteorologici.

Con l’aumento dei disastri naturali e di quelli provocati dall’uomo, un numero sempre crescente di voi si troverà a entrare in stati transitori di coscienza. Ovviamente, coloro che vivono direttamente un terremoto, un’eruzione o condizioni meteo distruttive, sono i più propensi a entrare negli stati di transizione, ma quelli di voi che sono di natura empatica, possono subire il colpo di un disastro naturale o creato dall’uomo, come se fossero presenti fisicamente.

Infatti, man mano che si dissolve il velo che separa le coscienze umane l’una dall’altra, sempre più persone vivranno a livello viscerale i cambiamenti che si verificano nel mondo.

Adesso vorremo affrontare la questione di una nuova creazione, per quelli di voi che potrebbero ritrovarsi a vivere i momenti immediatamente successivi a un disastro naturale o creato dall’uomo, come un terremoto o un’eruzione vulcanica o a situazioni climatiche distruttive.

Se la forza distruttrice è abbastanza potente, i marcatori percettivi della vostra realtà precedente potrebbero non esserci più. Potreste ritrovarvi ad affrontare carenza di cibo e acqua e c’è un numero imprevedibile di variabili che possono convergere per provocare uno stato di shock o di sopraffazione.

Desideriamo essere molto chiari in ciò che stiamo per dire. Lo shock e la sopraffazione di fronte ai disastri sono una reazione naturale dei mammiferi e, se volete trascendere e trasformare il momento, dovete salire a dimensioni più elevate della vostra esistenza, del vostro stesso essere, fino a quei reami di coscienza che sono al di là del tempo e dello spazio.

Fin quando siete in grado di incorporare gli aspetti trascendenti del vostro essere, come parte dell’equazione per la vostra sopravvivenza, sarete in grado di mitigare lo shock e la sopraffazione.

La caratteristica principale che deve essere identificata in mezzo al caos, qualunque forma di caos, è il portale dell’opportunità.

Questa opportunità per la sopravvivenza, o per una vita nuova, si può presentare in modi che non vi aspettereste. Il motivo è che i marcatori percettivi non sono più al loro posto e la vostra consapevolezza potrebbe non riconoscere un’opportunità quando questa si presenta.

C’è un’abitudine, una tendenza umana, molto radicata, che desidera conformare le nuove realtà a quelle del passato. Sarebbe un’abitudine infelice da adottare in situazioni di questo tipo.

Sono molte le cose che potremmo dire riguardo alle realtà iper-dimensionali coinvolte nel fare delle scelte durante i momenti di caos, ma desideriamo “tagliare corto” e puntare su quelle che risulteranno più pratiche. Forse, in un altro momento, potremo condividere con voi le nostre riflessioni filosofiche sulla vostra natura infinita e sulle infinite possibilità che risiedono in voi. Tuttavia, per ora, andiamo sul semplice e vi forniamo una formula per riconoscere e creare opportunità di vita nuova e di un nuovo destino, quando essi vi si presentano.

Presumendo che siate entrati in uno stato transitorio di coscienza e che abbiate preso confidenza con il punto vuoto e che siate più o meno a vostro agio con la grande incertezza della vostra situazione, questo è quanto consigliamo.

Siate curiosi e aspettatevi miracoli.

Entrando in uno stato di curiosità, sfruttate un aspetto della vostra mente che è libero di muoversi senza i vincoli dell’aspettativa. Diventa proprio come la mente di un bambino ed è questa innocenza – che non è lo stesso che essere puerili – che vi consente di entrare in uno stato vibratorio di coscienza che vi apporta grandi benefici.

Mantenendo l’aspettativa dei miracoli, liberate il potere di creazione dentro di voi e, fin quando lo farete, troverete sempre più incidenze di serendipità, coincidenze vantaggiose e tesori inattesi, siano essi di natura fisica, mentale o emozionale.

Questa combinazione di curiosità riguardo a quello che può succedere, unita all’aspettativa di miracoli, vi sposterà velocemente dal punto vuoto ad una nuova vita, una nuova creazione, indipendentemente da quello che potrebbe accadere a chi vi sta intorno.

Durante gli stati transitori collettivi di coscienza, è utile tenere a mente che ogni persona è il creatore della propria realtà e, nel mezzo del caos, la gente farà scelte diverse ed entrerà in realtà personali diverse.

Non lasciatevi fuorviare da coloro che entrano nei reami a vibrazione più bassa. Non potete salvarli da loro stessi. Guardate e vivete verso l’alto con curiosità e aspettandovi miracoli e, persino nella più seria delle situazioni, i miracoli possono accadere e accadranno, per voi.

Morte Fisica

Una delle difficoltà maggiori, per gli esseri incarnati, è lo stato di transizione della coscienza che voi chiamate morte. Questo è dovuto al fatto che tutti i marcatori percettivi, compresi i cinque sensi, scompaiono. Se una persona si identifica solamente con la propria esistenza materiale, troverà questo stato di transizione difficilissimo. Il motivo è che ciò con cui essa si identificava non esiste più.

Benché il mondo fisico continui, non c’è nessun input nella coscienza da parte dei cinque sensi. È come se il mondo fosse svanito e, con esso, il corpo. Il grande Io Sono, la caratteristica centrale della coscienza trascendente, non riceve più informazioni dal corpo, dai cinque sensi o dal mondo esterno. Questo può essere profondamente sgradevole e disorientante per qualcuno che non ha sperimentato direttamente gli altri reami del proprio essere.

Metaforicamente parlando, voi siete come un grande albero, un Albero della Vita, con molti rami e molte, moltissime foglie e gemme e la vostra attuale esistenza fisica non è che una di queste foglie e una di queste gemme.

Quando una persona attraversa lo stato transitorio di coscienza che voi definite morte, ci sono svariate opzioni. Se seguite una tradizione spirituale, la cui figura centrale è un guru, un avatar o un salvatore, potete seguire il cammino di questo essere, verso il regno vibratorio della sua coscienza. In alcune religioni si chiama paradiso.

Se seguite il cammino di un guru, un avatar o un salvatore, dovete capire che state entrando nel suo paradiso, nel suo risultato vibrazionale e, per forza, entrate anche nelle sue limitazioni di coscienza.

Secondo la nostra prospettiva, l’universo è infinito per natura e, con questo, non ci riferiamo allo spazio esterno, ma alle realtà interdimensionali del vostro universo; e non esiste un singolo essere, per nostra esperienza, che capisca e accolga tutto ciò che è.

Se, comunque, voi desiderate unirvi al vostro guru/avatar/salvatore nei regni della morte, abbiamo pochi consigli. Uno è di invocare mentalmente il suo nome. Questa è una visione antica, incapsulata nel termine Egizio Ren, che significa nome. Quando invocate il nome di un essere spirituale, un suo aspetto è costretto a venirvi incontro.

Se, in quel momento di incontro, il vostro guru/avatar/salvatore vi ritiene validi, egli/ella vi condurrà nel proprio regno paradisiaco.

Per quelli di voi che seguono tradizioni orientali, ci sono dei mantra connessi a divinità specifiche. Intonare mentalmente tali mantra, durante la morte, o nei regni della morte, ha il medesimo effetto.

Per quelli di voi che non fanno parte di una tradizione spirituale che segue un guru, un avatar o un salvatore, allora lo stato transitorio di coscienza chiamato morte offre altre possibilità.

Come gli altri due stati transitori di coscienza, il regno della morte ha un punto vuoto e le sue caratteristiche predominanti sono l’immobilità (silenzio) e il buio. Tutte le possibilità esistono, nel Vuoto, ma nessuna è effettivamente esistente. È come la ghianda e la quercia. La quercia, il gigantesco albero in sé, è potenzialmente dentro la ghianda, ma non esiste ancora.

Quindi, quando vi trovate nel Vuoto, che riconoscerete per il fatto di essere totalmente da soli, al buio e in assoluto silenzio, sappiate che siete nella congiunzione centrale dei vostri poteri creativi.

Ciò che scegliete di creare successivamente, determinerà il corso del vostro destino e in quali mondi abiterete, o in quali reami dell’esistenza risiederete. È un momento critico.

Molte persone, impaurite dall’oscurità, vanno verso la luce prematuramente. E quello di cui non si rendono conto è che, con la loro bramosia, essi creano la luce. Davanti a loro si apre un portale, come un tunnel, ed essi possono percorrere questo tunnel di luce, incontrando persone conosciute in passato, rientrando così nell’incarnazione o in altri reami vibratori, senza aver capito del tutto le conseguenze. È sicuramente una delle opzioni che avete e che viene scelta spesso.

Un’altra opzione, tuttavia, è di rimanere nel punto vuoto, di risiedere nel Vuoto stesso, diventando consapevoli del vostro Sé come coscienza pura – che trascende tutti i fenomeni.

Se rimanete in questo stato di consapevolezza abbastanza a lungo, senza la necessità di creare qualcosa, scoprirete la vostra identità di grande Io Sono. E, da questo punto di consapevolezza, potete scegliere le circostanze della vostra incarnazione. Potete scegliere i mondi in cui vivrete o i reami di coscienza nei quali risiederete.

Quest’ultimo metodo è quello che vi offre le opportunità più grandiose, benché sia il più difficile per la maggior parte delle persone. E il motivo di questa difficoltà ha a che fare con il fatto che molti umani trovano sgradevole non avere un corpo. La brama di un corpo e dell’esperienza del mondo materiale spinge spesso una persona a uscire prematuramente dal Vuoto.

Riassumendo, a causa dell’intensificarsi delle fasi del Nodo Caotico, molti di voi si troveranno in stati transitori di coscienza. A prescindere da quale sia il livello nel quale siete impegnati, che si tratti della vostra vita personale, dell’esperienza collettiva o dello stato di transizione che chiamate morte, sappiate che siete il creatore della vostra realtà.

Gli Hathors

20 Aprile 2011


Pensieri e Osservazioni di Tom

Personalmente, trovo che questo messaggio sia straordinariamente eloquente e che sia un enorme deposito di informazioni. Ho letto e riletto il messaggio parecchie volte e ogni volta scopro qualcosa di nuovo. In effetti, c’è tanto da leggere fra le righe, in questo comunicato.

Mi è piaciuta particolarmente la dichiarazione degli Hathors…

“Fate attenzione a quali nuovi marcatori (percettivi) posizionate, perché queste idee e convinzioni saranno le stelle nel nuovo cielo della vostra mente e voi navigherete in questi nuovi tempi seguendo le stelle (pensieri e convinzioni) che avete posto nei cieli della vostra coscienza. Perciò, siate saggi quando andate in giro a creare nuove stelle, cari colleghi naviganti del Mistero.”

Al livello della nostra mente collettiva, penso che le nostre realtà mitiche stiano cambiando. Le vecchie stelle, quei pensieri, quelle convinzioni e quei presupposti sulla realtà, che ci hanno guidato come cultura per millenni, ora sembrano affievolirsi, per non parlare del fatto che ci hanno condotto in direzioni nelle quali molti di noi non vogliono più andare.

La nave collettiva della nostra cultura sembra navigare avanti e indietro nelle acque del Grande Mistero con poco rispetto per la sacralità di questo pianeta o della vita su di esso. Ma, anche se il nostro vascello collettivo naviga nel Grande Mistero, apparentemente senza consapevolezza, esso (il veliero) e noi, dobbiamo la nostra esistenza al Mistero stesso. Questa stranissima dualità mi sembra ora divertente, ora tragica, a seconda del mio umore e di quanto sono connesso o disconnesso dal Mistero stesso.

Una delle ironie della nostra situazione è che la ciurma di questo vascello, quelli che lo fanno andare, attraverso un investimento della loro forza vitale, della loro creatività e, in certi casi, del proprio sangue, sudore e lacrime, altri non sono che voi e me e altri sette miliardi circa di umani, in vita su questo delizioso pianeta. Noi – tutti noi – siamo la ciurma di questo vascello, a prescindere dalla nostra situazione personale, dal nostro posto nella vita o dalle nostre convinzioni.

Nella comunità New Age ci sono alcuni che sostengono, e lo stanno ormai dicendo da anni, che siamo quasi all’Unità e che l’Era d’Oro è proprio dietro l’angolo. Io non condivido questa percezione.

Siamo tutti sulla stessa barca, che ci piaccia o no, e mi pare che la nostra ciurma sia polarizzata. Ci sono molti che insistono sul fatto che i paradigmi dell’avidità, dell’arroganza e dell’usurpazione siano i veri punti di riferimento dei nostri sestanti.

Altri di noi, però, sentono che stiamo puntando nella direzione sbagliata – che non possiamo più depredare questo pianeta e la sua vita (sia umana che non-umana). Per noi, ci sono nuove stelle nel cielo delle nostre menti. E stiamo chiaramente impostando i nostri sestanti su questi fari cosmici.

Come andrà a finire non si sa. Ma mi incoraggia il silenzioso ammutinamento che vedo accadere intorno a me.

Molti di noi della ciurma, e sospetto che, se siete arrivati a leggere fin qui, potreste essere uno di quelli, stanno silenziosamente entrando in azione per invertire la rotta del nostro vascello collettivo (cioè la nostra follia culturale), o, almeno, per farlo rallentare.

Alcuni di noi stanno spostando i sestanti e indicano nuove stelle a quelli che ci sono accanto. Lo facciamo vivendo il cambiamento che desideriamo vedere. Lo facciamo avendo il coraggio di vivere secondo una nuova realtà della Terra che sentiamo possibile. Lo facciamo propagando gentilezza verso gli altri.

E, quando è necessario, lo facciamo tenendo duro. Questo mi ricorda un movimento popolare, in uno dei paesi più poveri del mondo, per preservare l’uso di semi non-ibridi – semi che producono nuovi semi dopo il raccolto – anziché soccombere agli interessi economici internazionali che vorrebbero sottomettere i più poveri della Terra per fargli acquistare nuovi semi, ogni volta che vogliono alimentare se stessi e le loro famiglie.

Mentre scrivo, sto quasi piangendo per il loro coraggio di opporsi ai Titani che hanno stabilito la rotta del nostro vascello collettivo attraverso l’avidità, l’arroganza e un’estrema mancanza di considerazione per la santità della vita.

Per quanto difficoltosi siano questi tempi, sia per gli individui che per la collettività, io penso che ci sia speranza nell’incertezza che stiamo vivendo. Lo dico, perché lo spirito umano, a volte, si è levato molto in alto di fronte a tempi duri e incerti.

Se gli Hathors hanno ragione, tutti noi ci troveremo di fronte a numerosi stati transitori di coscienza, prima che il nostro tempo sulla Terra sia terminato. I marcatori percettivi della nostra vecchia realtà vengono spostati. Il modo in cui gestiamo la perdita della nostra realtà percepita e del vecchio mondo determinerà il prossimo ciclo di esistenza Terrena per l’umanità.

E, per noi individualmente, ciò che scegliamo di creare negli stati di transizione delle nostre vite, determinerà i reami di coscienza che ci vengono aperti.

Auguro a voi, miei compagni di ciurma, e a coloro che amate, un passaggio sicuro attraverso questi tempi turbolenti. Ma, indipendentemente da quel che avviene, indipendentemente da dove e in quali situazione ci troviamo, lungo questo viaggio periglioso, ricordiamoci che siamo – sopra ogni altra cosa – creatori della nostra realtà.

Ci sono nuove stelle nel cielo e nuovi mondi da scoprire. Siate audaci. E fate buon viaggio.

© 2011 Tom Kenyon. Tutti i diritti riservati

È possibile copiare e distribuire questo messaggio, purché non venga alterato, venga citato l’autore e vengano accluse le note sul diritto d’autore e l’indirizzo web.